Osteopatia e Menopausa: quando il corpo cambia bisogna sostenerlo
La menopausa è un passaggio naturale, ma spesso arriva con cambiamenti che possono influenzare il benessere quotidiano: alterazioni del sonno, aumenti di tensione, instabilità emotiva, dolori articolari o senso di “corpo che non risponde più come prima”.
Non è una malattia, ma una transizione fisiologica che coinvolge l’intero sistema: ormonale, muscolare, articolare, emotivo.
L’osteopatia, in questo momento della vita, può offrire un appoggio concreto e gentile. Non “cura la menopausa”, ma aiuta il corpo ad adattarsi ai cambiamenti, migliorando mobilità, respirazione, postura e percezione di sé.
Perché l’osteopatia è utile in menopausa
Con le variazioni ormonali, possono comparire:
• tensioni muscolari e dolori lombari
• rigidità cervicale
• alterazioni del respiro
• pesantezza alle gambe
• difficoltà a dormire
• aumento dello stress fisico ed emotivo
L’osteopata lavora proprio qui: sull’armonizzazione delle aree che compensano troppo, sul riequilibrio dei diaframmi corporei, sul miglioramento della circolazione e sulla riduzione delle tensioni che amplificano i sintomi.
Un corpo più fluido risponde meglio, si adatta meglio e “sente” meno il cambiamento.
Come si svolge un percorso osteopatico in menopausa
Il trattamento non è standard: ogni persona arriva con una storia, un corpo e un ritmo.
In generale, un percorso può includere:
• Tecniche dolci per migliorare la mobilità del torace e liberare il respiro
• Approccio al diaframma pelvico per ridurre sensazioni di pesantezza e instabilità
• Lavoro su colonna lombare e bacino per calmare tensioni ricorrenti
• Trattamento cranio-sacrale per favorire rilassamento profondo e qualità del sonno
• Tecniche linfatiche per alleggerire gonfiore e affaticamento
Il corpo percepisce subito quando viene ascoltato: spesso già dopo poche sedute emergono più leggerezza, maggiore energia e una sensazione di “ritorno a sé”.
Un esempio concreto e reale… che potresti riconoscere
Molte persone arrivano in studio con una sensazione comune: “Mi sento rigida, come se il mio corpo non fosse più il mio.” Spesso riferiscono dolori lombari ricorrenti, un respiro corto e un sonno disturbato.
Dopo una valutazione mirata, si nota che:
• il diaframma è molto teso,
• il bacino compensa con rigidità,
• alcune zone della colonna lavorano “troppo” mentre altre non partecipano più al movimento.
Con alcune sedute mirate a ristabilire la mobilità del torace, alleggerire il bacino e calmare il sistema nervoso, accade qualcosa di semplice ma significativo: il corpo ritrova spazio.
Il respiro scende più in profondità, la postura cambia senza sforzo, e i dolori diminuiscono in intensità e frequenza.
Chi vive questa esperienza spesso dice una frase simile:
“Non è che i sintomi sono spariti… è che ora li affronto con un corpo che mi sostiene.”
Ed è esattamente questo il cuore dell’osteopatia in menopausa: restituire al corpo la capacità di adattarsi.
Quando rivolgersi a un osteopata
L’osteopatia può essere utile se avverti:
• dolori ricorrenti a schiena, bacino, collo
• tensioni durante la giornata
• sensazione di instabilità o “stanchezza profonda”
• difficoltà respiratorie o agitazione
• cambiamenti nella postura
• tensione emotiva che si riflette nel corpo
Anche poche sedute possono offrire un sostegno prezioso. L’obiettivo non è eliminare il cambiamento, ma accompagnarlo perché il tuo corpo continui a essere un luogo abitabile, fluido e forte.
OMEGA-3: benessere muscolare
La perdita di massa muscolare (o sarcopenia) è un processo naturale dell’invecchiamento e, secondo le stime dei ricercatori, dopo i 50 anni si perde ogni anno circa l’1-2% dei muscoli.La sarcopenia è definita come un disordine generalizzato della muscolatura scheletrica, associato ad una maggiore probabilità di outcome avverso come cadute, fratture, declino funzionale, aumento dell’ospedalizzazione e della durata dei ricoveri, peggior qualità di vita e mortalità. La forza muscolare è un fondamentale fattore di autonomia negli anziani, ed è stato dimostrato che alcuni micro- e macro-nutrienti, così come lo schema dietetico settimanale, hanno un effetto protettivo rispetto alla sarcopenia associata all’età.
Il selenio, il magnesio e gli omega-3, associati al movimento fisico regolare, proteggono e migliorano la performance muscolare dell’organismo in età avanzata e nella donna in menopausa.
In particolare, uno studio apparso sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition ha studiato l'efficacia dell'assunzione giornaliera di acidi grassi Omega-3 sulla degenerazione muscolare e come l'assunzione degli acidi grassi Omega-3 EPA (acido eicoesapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) agiscono contrastando l’invecchiamento dei muscoli.
Tali dati, secondo i ricercatori, suggeriscono che 6 mesi di trattamento con Omega-3 possono rallentare di 2 o 3 anni la normale perdita di massa e funzione muscolare dovuta all’età, e dimostrano che gli omega-3 dell' olio di pesce possono essere presi in considerazione come potenziale terapia per rallentare e possibilmente prevenire o curare la sarcopenia.
Il ruolo benefico degli omega 3 trova probabile spiegazione nelle loro accertate proprietà antinfiammatorie che spegnerebbero proprio l'infiammazione associata all'insorgere della sarcopenia. Gli studi evidenziano che l’assunzione per 6 mesi di integratori a base di olio di pesce sarebbe in grado di aumentare il volume e la forza muscolare di circa il 4%.
I dosaggi presi in considerazione variavano tra i 102 agli oltre 4.000 milligrammi giornalieri, ma questa varietà ha fatto emergere un dato interessante: non è stata trovata una relazione netta tra dosaggio ed efficacia. In altri termini, i dati indicano che anche un’integrazione a basso dosaggio di omega-3 è efficace nel rallentare la perdita di massa corporea magra. Consumare più pesce ricco in omega-3 (quindi non di allevamento) e assumere regolarmente un integratore di EPA e DHA (anche di origine algale per i vegetariani) sono due mosse estremamente efficaci per proteggere i nostri muscoli e, insieme ad essi, il cervello, particolarmente bisognoso di DHA.
PANCINO DOLENTE? Osteopatia e consigli utili per un ben-stare
Le coliche del neonato, si sa, sono una questione spinosa per qualunque genitore chiamato alla gestione del benessere del proprio figlio. Soprattutto durante i primi mesi di vita, può capitare che il tuo bebè scoppi in crisi di pianto inconsolabile senza apparenti cause. In genere, quando succede, si tende a dare la colpa alle coliche.
Le coliche gassose sono uno tra i disturbi più comuni nei neonati: circa il 10-20 % dei nuovi nati, infatti, tra la seconda settimana e i 4 mesi di vita, ne accusa i sintomi.
Gli autori Ellwood J e colleghi, nel 2020 hanno riportato cifre statistiche secondo le quali le coliche infantili colpiscono tra il 3% e il 40% dei bambini in tutto il mondo.
Si stima che circa una famiglia su sei consulti un operatore sanitario a causa dei sintomi con cui le coliche tendono a manifestarsi (agitazione, angoscia, pianto eccessivo ed inconsolabile). In particolare, il segno del “pianto” è uno dei motivi più comuni di consulenza pediatrica e visite al pronto soccorso; eppure, solo nel 5% di questi casi vengono fornite spiegazioni mediche identificabili.
Comunemente per definire questo disturbo neonatale si utilizza la “regola dei tre”: una colica di un neonato comprende un pianto di almeno tre ore per giorno, per almeno tre giorni in ogni settimana, per almeno tre settimane nei primi mesi di vita.
Dal punto di vista scientifico non esiste una spiegazione certa per ora. Le possibili teorie più accreditate sono legate a fattori di ipersensibilità ai componenti della dieta o molto più frequente ad una voracità eccessiva del bambino con conseguente deglutizione di aria. In alcuni casi casi si pensa siano causate da un’immaturità dell’intestino o forse solo un modo di reagire ai numerosi stimoli ambientali come la difficoltà di adattamento alla nuova vita.
E’ possibile migliorare il disagio?
Durante le sessioni di osteopatia pediatrica spesso mi trovo a consigliare qualche trucco utile sia al trattamento svolto sia alla gestione a casa del disagio.
E’ importante, se il bambino è allattato al seno indagare e migliorare l’alimentazione materna. Se il bambino, invece, è allattato artificialmente bisogna valutare la tipologia latte artificiale, come viene proposto (posizione e ritmo di poppata), la tipologia di biberon e di tettarella.
Per prevenire o alleviare le coliche, sono utilissimi i massaggi al pancino, che aiutano il bambino a espellere l’aria. Per favorire e aumentare il beneficio del massaggio consiglio di utilizzare l’olio di mandorle dolci addizionato con 2-3 gocce di olio essenziale di finocchio oppure l’olio per massaggio comfort del pancino dell’azienda Pranarom o una crema delicata per neonati. Si eseguono movimenti circolari dolci in senso antiorario per seguire la direzione di marcia dell’intestino sull’addome, con i palmi aperti e facendo una leggera pressione, ripetendo per almeno 10-15 volte.
Muovere le gambe del bambino facilita l’espulsione dell’aria, quindi dopo il massaggio al pancino, potete proseguire prendendo il piccolo per le caviglie e si portando delicatamente le sue gambine verso l’alto per poi raccoglierle sulla pancia con una moderata pressione. Anche qui ripetere per 10-15 volte e finite facendo un po’ di “bicicletta” che farà sembrare tutto un gioco oltre ad essere un mi portante stimolo per la sua crescita.
Inoltre, l’utilizzo dell’olio essenziale di finocchio favorisce il senso di protezione e sostiene nei momenti di cambiamento, oltre ad avere proprietà tonico digestive.
Osteopatia si o no?
L’osteopatia pediatrica è un rimedio dolce e delicato che può dare sollievo al bambino e, di conseguenza, risultare risolutivo per l’intera famiglia. Le pratiche osteopatiche, dolci e non invasive, alleviano la sintomatologia attraverso leggere tecniche manuali che favoriscono il rilassamento dell’addome e dell’intestino. L’approccio osteopatico parte sempre da una visione globale del corpo, proprio per questo motivo il trattamento osteopatico in casi di coliche neonatali deve tenere in considerazione il cranio e il segmento cervicale alto, in quanto è necessario intervenire sulle zone in cui vi è il passaggio dei nervi responsabili della coordinazione (nervo vago) e della suzione o mobilità intestinale. Nello specifico l’osteopata agisce sul complesso articolare chiamato OAE, occipito-atlante epistrofeo, che fornisce il passaggio al nervo vago.
Il trattamento osteopatico andrà ad intervenire anche sulle vertebre di transizione del tratto dorsale e dorso-lombare responsabili dell’innervazione dell’intestino cercando di agire direttamente sulle tensione delle pareti viscerali al fine di stimolare il passaggio dell’aria intestinale e il transito delle feci. Con dolci tocchi si cerca di decomprimere le zone e di conseguenza si agisce, tramite dei feedback neurologici, sull’area addominale.
Correggere gli squilibri dell’organismo nel bambino è dunque possibile, ma è importante partire dalle origini cioè il momento del travaglio e del parto, quando per esempio le ossa del cranio del neonato si comprimono, con possibili alterazioni somatiche.
Per questo motivo l’osteopatia pediatrica risulta essere fondamentale già nelle prima fasi di vita e le coliche andrebbero viste in un’ottica di armonizzazione globale del bambino e non approcciandosi solo al sintomo.

